Nella seduta odierna l’assessore regionale Giancarlo Righini ha illustrato i tre provvedimenti legislativi chiave dell’intera manovra: la “Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (NADEFR)”; la “Legge di Stabilità Regionale 2025” ed infine il “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2025-2027”.
I provvedimenti illustrati delineano la visione strategica ed operativa dell’Amministrazione Rocca per i prossimi anni.
Quale vice presidente della Commissione bilancio sono soddisfatto per il lavoro svolto dall’Assessore Righini e dagli uffici competenti. Idee chiare e precise sono racchiuse all’interno dei tre provvedimenti.
La nota di aggiornamento segna una lieve crescita rispetto al Documento di Economia e Finanza regionale (DEFR) approvato lo scorso mese di novembre.
Il dato fondamentale che racchiude lo sforzo compiuto sinora e schiude per l’orizzonte prospettive di crescita e di sviluppo è legato al fatto che non ci si indebiterà più. Pagando meno interessi si libereranno risorse per coprire la spesa per nuovi servizi. L’azione di riduzione del debito ci sta consentendo di abbassare la spesa rigida ed aumentare parallelamente la spesa elastica. La previsione è di passare dai 22,7 miliardi di debito di inizio legislatura a meno di 20.
La grande opportunità ha però un nome preciso: politiche unitarie di coesione. Abbiamo di fronte a noi una grande sfida che è quella di saper capitalizzare al meglio le politiche di coesione, facendo leva sul pieno utilizzo dei fondi europei.
Vorrei soffermarmi ancora sul PNRR. Sui due miliardi di euro che verranno investiti nella Regione Lazio, circa 1 miliardo e mezzo di euro verrà utilizzato per il miglioramento della sanità, ovvero sulle infrastrutture, sulla riduzione delle liste di attesa, sull’attivazione della medicina di prossimità.
Tutti i fondi di dotazione negativi dei presidi sanitari della Regione Lazio sono stati coperti e quindi sono state azzerate le perdite accumulate, così come ci sono risorse per le persone più deboli e per le fasce sociali più disagiate, dimostrando di essere sensibili e pronti agli “allert” della cittadinanza.


